La vita, istruzioni per l’uso – GEORGES PEREC
Leggendo questo libro più volte ho immaginato di entrare in una stanza in cui ad essere congelata fosse la sola vita degli esseri umani, mentre quella degli oggetti continuasse la propria esistenza incontrastata. Così, mentre Georges Perec procede nella descrizione della storia degli oggetti, della stanza, degli individui che l’hanno vissuta e di quelli che la vivono, ma soprattutto procede nella elencazione avvolgente ed ingorda di tutto l’esistente, io immagino l’imperturbabile salire del fumo di una sigaretta appena accesa, il ballonzolare di una gruccia appena rimessa a posto, le infinitesime particelle di un profumo appena spruzzato mentre incontrano il pulviscolo aleggiante nella camera. Forse la mia mente violentata dalle immagini filmiche in questo caso ha preso il sopravvento sulle immagini della mia immaginazione da lettore e ora sto ad elencare scene di film e non le immagini di una lettura. Questo per dire della potenza di questo libro, che é soprattutto un manuale di scrittura. Mi spiego. Ho letto Umberto Eco nelle sue divagazioni sulla potenza narrativa degli elenchi, ma non ho mai compreso a cosa si riferisse realmente. Leggendo le parole di Perec ho davvero visto – non letto, visto – in azione la lingua. E ho davvero percepito questa potenza evocativa in assenza di verbi che indicassero una qualsiasi direzione (spaziale o temporale che fosse). Mi sono ricreato storie partendo da un meraviglioso elenco dei vini contenuti in una cantina, per fare un esempio. É stato un bel modo per arrivare a godere, seppur per brevi momenti, della potenza della singola parola o nome, per me che ancora non leggo tanto facilmente poesie.

