Questa è l’acqua – DAVID FOSTER WALLACE
Questa è l’acqua è un libro di 5 racconti e un discorso (quest’ultimo dà il titolo al libro). In questi racconti viene subito fuori la genialità di DFW. E se non lo avete mai letto, nessuno ve la potrà spiegare questa genialità; e se non verrete a contatto con questa genialità perderete tanto della vostra vita di lettori, del piacere di confrontarsi con storie fatte di parole. Tristi e geniali e comiche. E non ci sono santi che tengano: potete leggere tutte le cazzatine che volete, credendo di sentirvi unici nel vostro gusto a leggere un testo ben fatto e a consigliarlo ai vostri cari, ma a confronto rimarranno sempre cazzatine. E dovete leggere DFW perché nel mare di libri che avete letto e che leggerete, e che dopo due minuti andranno a prendere polvere sulla vostra libreria (di casa o mentale), DFW rimarrà imperterrito nelle vostre teste e le sue parole e il suo punto esistenziale scalfiranno in qualche modo la vostra vita, cambiando la vostra scaletta dei pensieri.
Al posto di questo appello da naufrago confortato, avrei voluto scrivere solamente che dopo aver letto un ricordo di DFW fatto da Jonathan Franzen, comparso sul numero di Internazionale del 26 agosto, la visione che avevo di DFW era entrata in una crisi costruttiva perché JF – che era suo amico – metteva in luce il DFW depresso a vita che con crudeltà si era suicidato lasciando volontariamente tutti i suoi cari in un mare di dolore. Una immagine di DFW molto più complessa di quella che mi ero creato io. Invece ho scritto sulla scia del bene intellettuale che la scrittura di DFW mi ha dato, anzi, donato. E volevo ringraziare l’esistenza di questo mezzo chiamato scrittura in questa sede, pubblicamente. Tutto qui.
Un’ultima cosa: quello che è riportato nel discorso Questa è l’acqua è tutto vero, a prescindere da quello che si dice in giro e che si scrive su certe riviste.



