La band letteraria che si chiama Wu Ming (“senza nome” in cinese) la conoscevo per sentito dire da molto tempo, senza mai averne letto nulla. Poi ho letto questo loro articolo in memoria di un personaggio leggendario: Paolo Vinti. Dopo averlo letto e avere apprezzato la loro scrittura mi è venuta su una voglia matta di leggere tutta la loro produzione (come si dice oggi). Questo fatto di leggere l’opera omnia di un autore ce l’ho sempre avuto al cospetto di grandi scrittori, ma non mi è mai riuscito. Ho iniziato una marea di volte la Recherche, leggendone sempre solo i primi due libri. Mi è sempre girato per la testa di leggere tutto di Dickens o di Mann, non ci sono mai riuscito. Con i Wu Ming invece devo dire che questa ossessione sta procedendo in maniera poco traumatica. Ed è così che qui inizio a parlare del loro primo libro che ho letto, che poi è anche il loro primo lavoro. A quei tempi loro si chiamavano Luther Blisset (altro nome-non nome).
Q, questo il titolo del libro, è un libro formidabile per varie ragioni. La cosa che più mi ha colpito è sicuramente la complessità della trama che non pesa mai sulla fluidità della storia, anzi, è costruita proprio per farla procedere senza tanti intoppi ma con molti colpi di scena.
Q è stato letto come una metafora di tante cose a noi contemporanee (rivolte, tafferugli, censura del potere). A me tutta questa dietrologia non mi attrae. Sono per rimanere sulla storia e carpire qualcosa del reale (se mi è possibile) solo attraverso la storia narrata. Non mi interessa sapere quel personaggio a chi può rimandare. E anche con Q questo modo di leggere funziona, nel senso che a partire dalla storia i personaggi sono così ben descritti, e a me umano vicini, che è stato un piacere incontrarli e conoscerli. Senza chiedermi “Ma questo non è la caricatura di quel politico che vedo sempre sui giornali?”.
Più andavo avanti con la lettura e più mi rendevo conto di prendere poche cose e perderne tante, e così mi sono segnato su un foglio alcuni piccoli pensieri che facevo nel frattempo.
Li riporto qui di seguito:
-Q è (anche) un romanzo sul nome. Sulla pluralità dei nomi possibili e sull’assurdità di definirsi attraverso un nome.
-Vi è anche una breve ma molto chiara descrizione del funzionamento dell’interesse e del prestito.
-Da una parte il protagonista: mille nomi. Dall’altra il suo antagonista: Q, unico nome, un nome (quasi) qualunque.
-È una guerra contro l’ordine precostituito. Contro il potere tout court. Contro la Chiesa. Contro i prodromi del capitalismo.
-È anche una storia di rivolte basate su testi scritti, su libri: Bibbia, Bibbia di Lutero, Beneficio di Cristo.