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L’arte di correre, HARUKI MURAKAMI

Ho scoperto Murakami con questo libro, ed è stata una bella cosa. Con uno stile nitido e puro (“come l’acqua di montagna” si dice) tratteggia il suo rapporto con l’atto stesso del correre. Atto indissolubilmente legato a quello dello scrivere e, in definitiva, a quello del vivere.

Questo libro non è un libro sulla corsa, non è un manuale su come diventare un runner e non è nemmeno uno stimolo al correre.
E’ un libro sulla vita di uno scrittore, sulle sue peculiari modalità di scrittura. E’ un libro sulla sua disciplina.

Dovrebbe essere inserito in una ipotetica biblioteca tematica sulla scrittura e sulla disciplina che questo richiede.

Correre è solo una coniugazione del vivere ed esprime la stessa sostanza.

Gli scrittori inutili

Leggere questo libro è stato vedere dilapidato tutto quello che sapevo della parola “scrittore”.
Cavazzoni su questa parola ci fa di tutto, la strapazza, la include tra le vittime di un nuovo nazifascismo balneare perpetrato dalle suocere; scrittore è una parola nuova costruita con macerie del passato; scrittore è anche una parola costruita con le estremizzazioni del passato.

Ho visto scrittori rinchiusi nei sottoscala di altri scrittori più importanti nutrirsi di scarti, scrittori dispersi (nascosti) negli edifici delle case editrici, scrittori maltrattati dalle proprie mogli e/o dalle proprie amanti.

E’ stata una lettura ai confini dello scrivere!

Gian Maria Volontè

Gian Maria che faceva gli scioperi

Gian Maria che chiedeva stupidamente scusa per una casa troppo borghese

Gian Maria che sceglieva sempre i film da fare

Gian Maria che cantava Amore, Amore

Gian Maria che le labbra ce le aveva nascoste

Gian Maria che parlava tutti i dialetti

Gian Maria che ti guardava, e ti guarda

Gian Maria che fumava quelle sigarette maltrattate senza filtro

Gian Maria che sembrava robustissimo invece era esile, ma forte

Gian Maria che come Jean Vigo è morto facendo un film.

Perché scrivere un blog

Odio chi scrive nei blog parlando solo di se stesso, dipingendosi come una persona fighissima e super acuta in ogni suo piccolo pensiero. Partendo da questo principio in questo blog vorrei parlare “solo” dei libri che leggo e di tutto quello che della mia vita passa attraverso l’atto di leggere libri.

Sono convinto di non saper scrivere: mi mancano gli strumenti principali, gli schemi di costruzione, le parole e i modi per esprimere quello che penso. Sono convinto, altresì, che scrivere sia un po’ come correre: all’inizio fai due metri e cadi a terra esausto e torni a casa sconsolato ma poi, piano piano, con costanza, corri sempre per più tempo e per più chilometri, conoscendo meglio il tuo corpo, il tuo respiro e i tuoi tempi.

Ovviamente non tutti quelli che corrono possono arrivare alle Olimpiadi, perchè gli manca la struttura fisica, il tempo, la voglia; però tutte le persone normodotate possono correre, tranquillamente.

E questo è quanto.